"…cercando l'espediente, sottintesa conclusione di un affare allettante, non siamo qui per niente..." - Il gioco delle parti - Mietta / Mariella Nava

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sabato, 31 marzo 2007
A quoi sert...

In quel perfetto film che è "8 donne e un mistero" spicca l'interpretazione di Fanny Ardant, donna bella e intrigante, sensuale e magnetica. Bella la modernità del suo personaggio, la facilità con cui attraversa scelte estreme. Sembra quasi un personaggio di Almodovar in prestito al cinema francese. Nello scontro tra primedonne con la Deneuve direi che la Ardant vince a man bassa. Soprattutto perchè la sua bellezza (e che bellezza!) è ancora naturale e poi perchè il personaggio stesso le offre maggiori possibilità espressive. Nella scena qui sotto, immediata la citazione alla Gilda di Rita Hayworth che si sfila il guanto prima di lei ed esattamente come lei ottiene su chi guarda lo stesso effetto che si avrebbe se si fosse tolta molto di più. Ed è tutto un programma poi, il rosso fiammante che si rivela sotto il cappotto nero e il fazzoletto da signora borghese. Geniale!

Postato da: Aleksej68 a 08:20 | link | commenti (14)

giovedì, 29 marzo 2007
Ancora Mina...

Si parla tanto del prossimo cd di Mina in spagnolo che dovrebbe contenere un duetto che mi incuriosisce molto: "Parole parole" con Almodovar nella parte che fu di Alberto Lupo. Per ora ho avuto modo di ascoltare la versione spagnola di Acqua e sale, canzone che la Signora incise con quell'altra piaga sociale di Celentano. Lui lo detesto, ma almeno sa cantare. Bosè invece sembra capitato per caso in sala di incisione con una voce che vicina a quella di Mina letteralmente fa piangere. Lei, si sa, è bizzarra nelle sue scelte ma sono sicuro che un altro cantante di lingua spagnola leggermente più decente si trovava senza difficoltà. D'altra parte le Dive fanno i capricci...

PS: domani sera alle 23.20 su Sky Cinema Mania c'è quel capolavoro, secondo me, di Matador regia di Almodovar. Mina è presente con la sua voce sul finale del film e canta "Esperame en el cielo". Tutto torna.

 

Postato da: Aleksej68 a 09:39 | link | commenti (19)

lunedì, 26 marzo 2007
Lunedì all'Opera

Lunedì all'Opera propone oggi un ascolto inconsueto, non trattandosi di un'aria o di un duetto. Si tratta invece della famosa "apostrofe" (o meglio, insulto) di Maria Stuarda a Elisabetta I nella Maria Stuarda di Donizetti. Le due regine, che nella realtà non si incontrarono mai, vengono fatte scontrare da Schiller cui il libretto si ispira. Maria Stuarda dovrebbe chiedere perdono e grazia alla cugina Elisabetta, ma essendo anche lei Regina finisce per offenderla, e pesantemente. Se pensiamo poi che l'opera andò in scena nel 1835 possiamo comprendere facilmente lo scalpore causato da due Regine che si insultano in questo modo.
L'indignata Maria, infatti, esordisce così:

Figlia impura di Bolena,
Parli tu di disonore?
Meretrice indegna e oscena,
in te cada il mio rossore.
Profanato è il soglio Inglese,
vil bastarda, dal tuo piè!

Questi pochi versi le costeranno la testa. Elisabetta infatti reagisce da regina infuriata e la manda a morte per decapitazione. Canta nella parte di Maria la grandissima, e poco nota ai non addetti, Leyla Gencer. Soprano turco della generazione successiva a quella della Callas dimostrò subito di aver appreso la lezione della Grande Maestra, creando personaggi finalmente credibili con un approccio analitico alla partitura. E' significativo, in questo senso, ascoltare l'accento che mette sulla sillaba "pu" della parola "impura", quasi a voler sputare l'insulto direttamente in faccia alla rivale. Le tiene testa l'Elisabetta I di una giovane e gagliarda Shirley Verrett, che nell'esplosione della sua ira è veramente furente. Siamo a Firenze nel 1967 (mi pare, ma non ho voglia di controllare...) Il libretto lo trovate qui, siamo al finale dell'atto II.
Buona settimana a tutti.

Postato da: Aleksej68 a 19:18 | link | commenti (9)

domenica, 25 marzo 2007
Lunga vita alla Signora



Oggi è il compleanno di questa splendida Signora. E' una delle mie grandi passioni, la ricordo molto volentieri oggi con qualche ascolto. Il primo si intitola "Uno" ed è un tango tradizionale. E' evidente come già una Mina giovanissima fosse in grado di padroneggiare uno stile a lei in teoria tanto distante. La seconda canzone si intitola "Un'ombra" ed è in assoluto la mia canzone preferita: classico drammone alla Mina in cui lei torna da lui dopo un anno di separazione, convinta che tutto ritorni com'era, ma trova il suo uomo in compagnia. L'ha scritta, verso la fine degli anni '60, quel maschione di Limiti tu guarda il caso... L'ultimo ascolto propone invece una Mina molto recente, anni '90, in una canzone struggente scritta dagli Audio2: "Raso". Si può discutere quanto si vuole sulle sue scelte professionali e di vita, sul fatto che la vorremmo tutti riascoltare dal vivo e soprattutto sulle sue ultime produzioni. Resta comunque una cantante con un talento assolutamente superiore, una voce benedetta dal Cielo e un modo originale e accattivante di essere sempre all'avanguardia.
Auguri!

Amore mio
è già da tempo che ti amo così
lontano dai tuoi occhi e dal tuo cuore
senza avvisarti mai.
Io so chi sei, che nome hai
è questo che mi basta, e non vorrei
sfiorare l'equilibrio dei pensieri
e preferisco amarti senza un vero modo
perchè io so che ci sei
anche se non ci vediamo.
Facciamo che tutto sia
un sentimento di raso
e quando ti attacchi su
ci voli via così,
senza aggrapparsi alla ringhiera
di un'effimera poesia.
Mina - Raso
Lochness 1993

Postato da: Aleksej68 a 10:15 | link | commenti (15)

sabato, 24 marzo 2007
Supermarket II

Altro supermercato, altro post. Mi metto in fila al banco del pane (che guarderò altri mangiare) dove mi servirà il commesso (rasato, maschio e con tribali vari sugli avambracci) che fino a prima della dieta mi tagliava tutte le mattine amorevolmente la ciabattina in cui avrei messo un affettato qualunque e che avrebbe rappresentato il mio pranzo. Dalla dieta non ci siamo praticamente più visti ed essendo molto ciarlieri entrambi ci facciamo un po' di "feste". Mi racconta che ha lavorato in settimana in un altro punto vendita al banco del pesce, perchè lui sarebbe "pesciarolo" da sempre.
Mi fa: "In quindici anni sapessi quante belle soddisfazioni me so' levato cor pesce...."
La mia risposta fulminea, "sapessi io", mi resta per fortuna incastrata tra lingua palato.

Postato da: Aleksej68 a 10:03 | link | commenti (19)

venerdì, 23 marzo 2007
Luz de luna

Bellissima giornata di primavera oggi, a quanto pare, e io mi sono svegliato con questa canzone in testa. L'avrò sognata, boh... Molto tempo fa parlai della mia passione, condivisa con Lei compagna di tanti duetti, per i boleros sudamericani e oggi posto questo video di Rocio Durcal cantante spagnola scomparsa da poco. La canzone che si intitola "Luz deluna" è presente, cantata (anche se cantata mi pare una parola un po' grossa) da Chavela Vargas, nel film Kika di Almodovar in una scena tra l'altro molto bella e fotografata benissimo con questa donna nuda (non la Vargas evidentemente) che al chiaro di luna la intona.


Yo quiero luz de luna para mi noche triste
Para pensar divina la ilusión que me trajiste
Para sentirte mía mía tú como ninguna
Pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna.
Yo siento tus amarras como garfios, como garras
Que me ahogan en la playa de la farra y el dolor.
Y llevo tus cadenas a rastras en la noche callada,
Que sea plenilunada, azul como ninguna
Pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna
Pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna
Si ya no vuelves nunca provincianita mía
A mi selva querida que está triste y está fría
Que al menos tu recuerdo ponga luz sobre mi bruma,
Pues desde que te fuiste no he tenido luz de luna.
 

Postato da: Aleksej68 a 08:13 | link | commenti (10)
rocio durcal luna

giovedì, 22 marzo 2007
Spiando

Quasi tutte le mattine compro il pranzo da portare al lavoro al discount vicino casa e oramai conosco gli altri utenti della mia fascia oraria. Sono sempre stato curioso dei carrelli altrui e durante la fila, a seconda di quello che ci vedo dentro, provo ad immaginare il loro stile di vita, la composizione della loro famiglia e così via. Ciarliero come sono, spesso ho la tentazione di chiedere alle signore come utilizzeranno questo o quell'ingrediente, hai visto mai rimedio una ricetta nuova? Compagni di fila sono spesso operai dell'est Europa che, purtroppo, abbondano in alcool e sono quasi sempre scarsi di cibo vero e prorio. Di solito comprano pane, wurstel e vino o birra per un esercito. Stamattina uno dei clienti abituali mi ha stupito. Ha comprato due rosette e due confezioni di crema per il viso e le mani! Ero quasi tentato di cheidere conto di questa scelta bizzarra, alle otto di mattina, ma ne sono guardato bene. Magari ci si fa una sorta di ztaztiki bulgaro, va a capire....

Postato da: Aleksej68 a 12:44 | link | commenti (20)

martedì, 20 marzo 2007
Multinazionali

Lavoro per una multinazionale, ma forse l'ho già detto. Le multinazionali hanno, oltre al profitto, un principale obiettivo: risparmiare. La parola d'ordine, soprattutto per chi come me si occupa di acquisti, è SAVING. Questo risparmio che evidentemente tocca per prima la percentuale di aumento di stipendio, quando viene concesso, è passato soprattutto per il decentramento di alcune funzioni all'estero. La contabilità fornitori è in Ungheria. Capita dunque di avere a che fare con queste colleghe che, mano mano che la domanda si fa complicata, parlano sempre meno l'italiano. Se il problema è annoso come questo che ho per le mani da mesi, la lingua utilizzata è solo l'inglese. Come fai a litigare con una spaurita donzella che mastica meno inglese di te? Come fai a dirle che se mi fossero a tiro farei loro una dimostrazione pratica di cosa potrebbero fare del fascio di fatture che gli ho spedito mesi fa? La cosa carina è che loro per prime non sanno bene cosa hanno combinato con questi ordini e quindi chiedono aiuto a me. Che non sono un contabile e avrei bisogno io del loro aiuto. Che però in inglese si sanno spiegare poco o niente. Che il fornitore minaccia di farci una giusta causa (che stra-vincerebbe). Che tra poco la contabilità verrà spostata dall'Ungheria all'India. Che in tutto questo, il capo dice che ho smarrito il senso del commitment...

Nella prossima vita apro un chiosco di filetti di baccalà fritti...

Postato da: Aleksej68 a 13:48 | link | commenti (17)

lunedì, 19 marzo 2007
Lunedì all'Opera

Lunedì all'Opera propone oggi un altro terzetto, dal Trovatore di Giuseppe Verdi. Opera da me amatissima e dalla trama molto complessa contiene tutti gli elementi del melodramma: la trama intricata, duetti, terzetti, arie virtuosistiche, arie liriche. In questo terzetto, introdotto dalla voce del Trovatore ovvero Manrico, Leonora dichiara il suo amore a quest'ultimo ma è ascoltata dal Conte di Luna, il baritono, che naturalmente la ama e la brama. Inutile dire che Manrico e il Conte di Luna si odiano a morte, si sfideranno, duelleranno e il Conte manderà a morire Manrico e solo a quel punto scoprirà che in realtà i due sono fratelli. In questa edizione canta Maria Callas, Leonora splendida e di riferimento, con Giuseppe Di Stefano (le sue urla sono inconfondibili) e Rolando Panerai diretti da Von Karajan nel 1956. La Callas e Karajan si incontrarono poche volte sul palco e in sala di incisione ma i risultati furono sempre memorabili, soprattutto nella loro Butterfly che il tempo va sempre più rivalutando.

Trovo che i primi versi di Leonora nel terzetto siano di una bellezza e di un romanticismo assoluti:

Anima mia! Più dell'usato 
è tarda l'ora; io ne contai gl'istanti
co' palpiti del core!...
Alfin ti guida 
pietoso amor, tra queste braccia...

Qui trovate il libretto e la parte da seguire è a partire dalle parole del Trovatore "Deserto sulla terra".

Buona settimana a tutti.

Postato da: Aleksej68 a 09:09 | link | commenti (8)
opera

sabato, 17 marzo 2007
El bimbo

La musica è sempre stata presente nella mia vita, da quando io ho ricordi nitidi non c'è stato giorno in cui non abbia cantato, goffamente ballato o solo ascoltato della musica. Alcune passioni oramai vi sono note dal momento che ne parlo con passione e cerco di condividerle su questo spazio. I miei mi raccontano che da piccolissimo ero un fan sfegatato della Berti mentre il mio primo ricordo musicale "autonomo" è La Filanda di Milva. Il primo ricordo video è invece l'accoppiata Mina Raffa a Milleluci, anno di grazia 1974. Credo ci sia poco da aggiungere... L'altro giorno invece, in modo misterioso come spesso mi succede, una vecchissima canzone (1975) mi ha attraversato la mente e ho ricordato improvvisamente anche il titolo: El bimbo. Mi ha fatto capire quanto passi in fretta il tempo e il modo singolare che ha la mia testa di non (voler) ricordare alcuni fatti precisi e inveci di propormi ricordi senza senso.
I più giovani non facciano ironia! Quella era la dance dell'epoca...

Postato da: Aleksej68 a 19:09 | link | commenti (8)